venerdì 22 maggio 2009
venerdì 3 aprile 2009
Pino Roveredo - Mandami a dire
PINO ROVEREDO “Mandami a dire”
“Mandami a dire” è una raccolta di 14 racconti brevi, spesso molto intensi ma sempre di facile lettura. Le storie, incentrate sempre su una sola persona, condensano quanto più possono, a volte anche in poche pagine, un intera vita.
I personaggi in particolare sono persone comuni, che ognuno di noi potrebbe conoscere, ma delle quali magari non sappiamo la loro storia. Ed è qui che entra in gioco Pino Roveredo, autore triestino, nato nel 1953 da una famiglia di artigiani, con un trascorso che hanno fatto di lui uno di quei scrittori borderline. Nel primo racconto “Parlare con le mani, ascoltare con gli occhi”, dedicato probabilmente ai genitori sordomuti, Roveredo vuole forse rendere partecipe il lettore di come sia nato il suo stile, è un illetterato che ha imparato a scrivere le sue storie nel suo modo. Quasi trascrivendo i gesti una volta eseguiti dalle mani nelle parole, senza passare per la cultura letteraria tradizionale. Ed è cosi che si creano particolarissimi racconti di vita ordinaria, a volte tragici a volte comici.
Di particolare bellezza sono i primi racconti. Il primo “Mandami a dire” che è il risultato dell'esperienza dell'autore in manicomio, è capace di trasportare il lettore in un mondo che va oltre quello che è abituato a conoscere. Un mondo fatto di paure e di solitudine ma anche di coraggio e di amore.
Il secondo racconto invece “100! 120! 140! ...” è forse anche più intenso e aspro. Si viene catapultati nei pensieri di un padre che ha perso il figlio in un incidente d'auto. Dalla chiamata dell'ufficiale niente e più lo stesso e tutto è come prima. Il padre è tormentato continuamente dai ricordi ormai tristi di un figlio perduto, tanto da perdere la cognizione dello spazio e del tempo. La madre continua a preparare la tavola per il figlio e a rimettere a posto la sua camera. Inoltre lei vive ormai senza nessun tipo di emozione, passa le giornate seduta sulla poltrona.
Alla fine il padre non riuscendo più a sopportare questa situazione deciderà di ripercorrere quella strada che percorse il figlio, un'ultima volta.
Entrambi questi racconti, come pure “I ragazzi di quarant'anni”, sono firmati da uno stile asciutto e malinconico, sono frutto senza dubbio delle emozioni di Roveredo, che però non scadono mai nella banalità di farseli proprio come per elevarsi anche nelle disgrazie. Ma neanche nelle proprie, anche piccole, conquiste come ne “Il maiale col fiocco”.
Un'altra peculiarità di tutti i racconti è la dignità che lo scrittore riserva ad ognuno, sia che esso sia psicologicamente instabile che nel pieno delle sue facoltà. Da evidenziare anche la denuncia al lavoro minorile in “Succo d'aceto”, racconto che trova spiegazione quando si parla delle varie organizzazioni umanitarie delle quali Roveredo fa' parte.
Impossibile comunque gridare al capolavoro in quanto se è pur vero che i primi racconti sono di incredibile bellezza, il libro va pian piano spegnendosi, sfociando con alcuni lavori che sembrano non abbiano nulla di dire, quasi un elogio allo stile dello scrittore che però quando manca di sostanza rimane sempre un guscio, bello ma vuoto.
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Niki
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17.00
martedì 20 gennaio 2009
Oggi si fa la storia
Oggi, lo sappiamo tutti, Barack Obama farà il suo discorso di inaugurazione.
E perciò per ora posso dire di aver visto l'attentato dell'11 settembre (con tutto ciò che ne consegue), la morte di Papa Giovanni Paolo II e ora il primo presidente afroamericano degli Stati Uniti.
Per non parlare dell'era di Internet, della rivoluzione tecnologica, e dei robot che sono sbarcati su un altro pianeta e lo hanno fotografato dal suolo!
Stiamo facendo la storia...
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Niki
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14.09
sabato 10 gennaio 2009
Viva la libera informazione
Ricordate che qualche tempo fa inviai alla redazione del mio giornalino scolastico un mio articolo pubblicato anche su questo blog?
Ebbene l'altro giorno è uscito il giornalino e sfogliandolo indovinate un po'... Niente di niente.
Ammetto che forse era chiedere un po' troppo, però cosi stroncano immediatamente i sogni di un giovane e sognante apprendista giornalista. Sarà per il prossimo articolo. Sperando che il giornalino continui a uscire e non muoia prima della fine dell'anno.
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Niki
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20.33
mercoledì 31 dicembre 2008
2008, un breve resoconto
E un altro anno è passato.Perdonate il cliché, ma è stato irresistibile.
Mentre sono qui che penso che il pomeriggio dell'ultimo dell'anno sia il più lungo che esista, mi è sorto il dubbio di come si scriva il giorno che sarà domani. Il famoso primo gennaio.
Perché troviamo due versioni cari miei.
Eh adesso?
Per il dizionario non c'è differenza, e si possono usare entrambi. Indiscutibilmente il primo è il più utilizzato, ma siamo sicuri che sia il più corretto?
Non lo sapremo mai. E io sicuramente ho meglio da fare che perdermi in ricerche morfologiche.
Detto ciò vi faccio notare una dolorosa nota personale riguardante il blog...
Ebbene guardando gli archivi ci si accorge subito che nel 2007 pubblicai ben 236 articoli, mentre quest'anno solamente 55. Non è che per forza bisogna correre dietro ai numeri, ma diciamo che è strano a vedersi un calo cosi drastico. Sarà perché non ho più fantasia, o perché ho consumato tutte le idee subito?
Non lo so. Speriamo che il prossimo anno sia più intenso dai.
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Niki
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14.09
sabato 20 dicembre 2008
Questioni di filosofia
…the Linux philosophy is 'laugh in the face of danger'. Oops. Wrong one. 'Do it yourself'. That's it.
Come non essere d'accordo quando il tuo primo kernel ricompilato causa un malfunzionamento del sistema tale da essere obbligati a un riavvio drastico?
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Niki
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0.08
venerdì 12 dicembre 2008
Alimentazione di fortuna
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Niki
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8.25
sabato 6 dicembre 2008
Incredibile robot
Guardate BigDog, un robot militare, in azione.
Non so voi, ma a me vedere queste sembianze simil-UmanAnimali, in un essere artificiale incute un emozione difficile da descrivere...
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Niki
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13.55
mercoledì 26 novembre 2008
Come NON montare una ventola
Tempo di novità per il nostro amato pc.
In poche settimane ha ricevuto un vero trattamento da grande star. Scheda madre nuova, con annessa scheda video e processore AMD dual core K8, masterizzatore nuovo.
Gli inconvenienti non sono mancati però: la nuova scheda video ha avuto un problema alla ventolina di raffreddamento. Quindi ho optato per montare, in maniere molto molto spartana (vedi la foto...), una ventola da 90mm da 0.32 Ampere.
Ho scoperto troppo tardi che i connettori Molex si possono tranquillamente aprire e sdoppiare, quindi ho detto addio al Floppy, ho tagliato i cavi di alimentazione, collegato la ventolina a due di questi e isolato gli altri due.
Ringrazio il cielo che l'alimentatore possiede un sistema di sicurezza in caso di cortocircuito, altrimenti avrei rischiato un pochino tanto...
Però ora funziona tutto alla grande. E sono molto soddisfatto del mio lavoro.
Oh si, la ventolina è comunque messa li alla meno peggio perché non so come fissarla nella posizione in cui mi serve, nella foto potete vedere come è sistemata: messa in verticale che soffia sulla parte bassa della scheda madre.
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Niki
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16.51
mercoledì 12 novembre 2008
Im italian and prime minister Berlusconi isn't speaking in my name
Inutile raccontare della storia, ormai forse già vecchia, dell'infelice uscita del Presidente del Consiglio riguardo la vicenda della neo-presidenza di Barack Obama negli Stati Uniti.
Ci sono diversi articoli comunque se vorrete approfondire la questione.
E non mancano di certo i video, questo in particolare con i sottotitoli inglesi, perché un presidente a una conferenza stampa non è un vecchietto al bar, dove magari una battuta ci può anche stare, per quanto poco divertente e ai limiti della discriminazione razziale.
Però magari leggete un poco in giro perché c'è da ridere sinceramente, cito dalla Repubblica:
la originale spiegazione del ministro Rotondi, secondo il quale le parole del Cavaliere "si spiegano con una teoria psicologica per cui fondamento del razzismo è l'invidia dei bianchi per un colore più gradevole".E' per questo che ci tengo a segnalare il sito notspeakinginmyname.com
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Niki
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21.46
mercoledì 29 ottobre 2008
Parliamone finalmente
Quest'anno mi sono interessato veramente poco alla riforma scolastica che stava prendendo atto.
Forse perché è ormai ho perso il conto di tutte quelle che si sono susseguite, forse perché su qualche punto ero d'accordo. Forse perché ho capito che non andremmo da nessuna parte comunque.
Però, il decreto legge 137/2008, che prende il nome dell'attuale ministro dell'Istruzione (Mariastella Gelmini) promette: «La scuola cambia. Si torna alla scuola della serietà, del merito e dell'educazione» che tradotto secondo me significa: "Gli ultimi 30 anni hanno fatto solo ca*****, ritorniamo a 30 anni fa... quasi..."
Ovvio, non è questo che vuole il ministro. E tranquilli: non vi annoierò con inutili argomentazioni con lo scopo di tirare acqua da una parte o dall'altra del mulino. Probabilmente sarete già a conoscenza delle posizioni.
Se una mobilitazione studentesca a livello nazionale, come quella degli ultimi giorni, che non si vedeva da più di 10 anni, non c'è riuscita. Un blog ininfluente fallirebbe senza nessuna speranza.
Se poi leggo sulla Repubblica cose come:
Clima acceso in Aula durante le dichiarazioni di voto. La Pd Anna Finocchiaro si è rivolta direttamente al ministro nel suo intervento. «Il suo silenzio è indifferente e opaco - ha attaccato la senatrice siciliana -. Alle domande lei non risponde. Di queste giornate colpisce il disprezzo per le ragioni degli altri» è l'affondo della senatrice siciliana. «Pensate che approvando questo decreto finisca qui. Non è così». Un avvertimento alla maggioranza, accolto dai colleghi del partito, tutti in piedi, con un lungo applauso. «Pagliacci» hanno gridato invece i senatori del Pdl.Dove i senatori della maggioranza rispondono dando dei pagliacci all'opposizione, facendo intendere proprio un clima di dialogo che dovrebbe essere presente in un parlamento... Voglio dire... Non so se ridere o piangere. Sembra un teatrino comico.
Però ho colto l'occasione per scattare qualche foto e riempire il mio album di Flickr, come sempre.
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Niki
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19.49
giovedì 9 ottobre 2008
La matematica
Fino ad almeno 8 mesi fa. Disprezzavo la matematica. Non la capivo. Non la risolvevo. Non mi piaceva poi tanto.Ma sopratutto: non ho mai capito a cosa possa servirmi un giorno risolvere disequazioni di 4° grado fratta coi moduli .
Oggi la matematica la capisco. La risolvo. E anche se è un po' strano dirlo: come materia non è fra le peggiori.
Ma sopratutto: non ho ancora capito a cosa possa servirmi un giorno sapere risolvere una disequazione di 4° grado fratta coi moduli.
Almeno siamo coerenti dai.
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Niki
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19.15
lunedì 29 settembre 2008
Come fare politica
Sapete cos'è questo qui a lato?Oltre ovviamente al mio orario scolastico definitivo per quest'anno, è probabilmente il mio primo passo per comprare i voti dei miei compagni di classe.
Confido infatti che se per due anni il capoclasse è stato scelto puramente in maniera casuale, portare un foglio A4 e inbachecarlo in classe dovrebbe farmi guadagnare dei punti in più.
E se così non fosse amen.
Sarà per un altra volta, intanto abbiamo l'orario bello in grande sulla bacheca.
Se qualcuno fosse interessato può scaricare la copia del PDF da questo indirizzo.
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Niki
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23.23
Sono però disposto a rimborsare eventuali danni causati da improbabili voragini aperte sotto casa vostra durante o immediatamente dopo la visione di Nikinet, pari allo 0,5889% dei danni totali.











